Disinformazione
I social discriminano i politici conservatori?

Cosa è successo?

Da tempo molti esponenti di partiti conservatori di tutto il mondo si lamentano della censura dei social, insinuando di essere più colpiti rispetto alle persone della fazione opposta.

Ad aprile alcuni Senatori del Partito Repubblicano americano hanno indetto un’audizione per parlare di questo problema. L’argomento esatto era:
Soffocare il discorso libero: censura tecnologica e discorso pubblico.

Come hanno provato questa loro convinzione? Riportando pochi esempi di pagine bloccate per i contenuti condivisi. Questi contenuti però non sono stati bloccati perché appartenevano a una fazione politica, ma perché non rispettavano le norme della privacy o policy simili. Infatti un democratico presente all’audizione ha dichiarato:

“If conservatives have had their content removed, maybe they should look at the content they’re posting.”

Trump censurato dai social

È vero che i contenuti dei conservatori vengono discriminati dalle piattaforme?

Ci sono diversi casi studio che dimostrano che i social non discriminano i contenuti in base alla loro inclinazione politica:

  1. I post di Fox News lo scorso anno hanno ottenuto più ingaggio dei post di ogni altro editore e oggi si trovano al sesto posto della classifica degli editori con più ingaggio sui social.
  2. Lo studio condotto da Media Matter prova che l’ingaggio tra pagine Repubblicane o Democratiche è molto simile.

Lo studio di Media Matter

La ricerca dell’Istituto americano si apre con questa frase:

A new Media Matters study of 395 political Facebook pages over a 37-week period shows that left-leaning pages and right-leaning pages are earning similar engagement.

L’analisi, durata 37 settimane, si concentra su 395 pagine di Facebook che postano notizie politiche di destra o di sinistra. L’ingaggio delle pagine analizzate che supportano la destra è simile a quello delle pagine che supportano la sinistra.

Per questi motivi è difficile pensare che le piattaforme social stiano facendo una campagna contro i contenuti dei politici più conservatori.

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