DISINFORMAZIONE

La dieta informativa

In poche parole
La dieta non serve solo per il cibo, ma anche per le informazioni. Se ci strafoghiamo di notizie, alla fine capiremo poco o nulla di tutto l’insieme. Per questo esiste la dieta informativa.

Un uso corretto dei media

Come per il cibo, è importante avere una dieta informativa controllata e variegata. Questo perché come gli alimenti, anche le notizie hanno un impatto sul tuo benessere. Come spiega Clay Johnson nel suo libro “The information diet”, dovresti imparare a mantenere un consumo appropriato per entrambe le cose. Non ci sono consigli basati sui colori o sui grammi, ma ci sono dei piccoli accorgimenti che possono aiutarti ad informarti meglio.

Il primo consiglio è quello di non consumare tutto quello che ti capita davanti. Quando vai al supermercato non riempi il carrello con le prime cose che vedi sugli scaffali. Questo dovresti farlo anche con le notizie. Dovresti fare una selezione delle notizie che ti compaiono nel feed dei social o nelle app di notizie prima di consumarle.

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Il secondo consiglio è quello di prendere le cose con calma. Secondo Dan Gillmor, uno dei problemi dei nostri giorni è la velocità con cui le informazioni vengono pubblicate. Con gli anni siamo passati da un ciclo informativo di 24 ore a uno di 1,440 minuti. Questo vuol dire che non devi più aspettare un giorno per sapere le notizie del giorno precedente. Ora le informazioni ti vengono lanciate contro ogni minuto, perdendo così di credibilità. Secondo Gillmor infatti una notizia pubblicata appena dopo il fatto di cui parla non è affidabile. Questo perché i giornalisti cercano sempre l’ultima breaking news, ma la velocità di pubblicazione gli impedisce di fare fact-checking. Così pubblicano articoli incompleti, imprecisi e a volte totalmente falsi. Come risolvere questo problema? Cercando di informarsi secondo i princìpi dello slow-news movement.

Lo slow-news movement

Lo slow-news movement è un progetto nato per spingere i media a pubblicare le notizie in modo corretto e chiaro. Per fare questo, i giornalisti dovrebbero impiegare più tempo per il fact-checking delle informazioni e per la comprensione globale dell’evento. Le “breaking-news” infatti non permettono a chi legge di comprendere appieno la notizia, che potrebbe anche rivelarsi falsa in un secondo momento.

Non sono solo i media ad avere delle responsabilità nel merito però. Anche tu come utente e fruitore di notizie dovresti sempre stare attento a quello che condividi e che leggi. Dovresti evitare di leggere e di condividere breaking news o notizie non verificate.

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I princìpi di David Gillmor

Gillmor ha creato un sito che ha come motto “Don’t just consume media. Use it.” Questo per promuovere un utilizzo dei media meno superficiale e più attento. Nel sito sono presenti diversi principi per i consumatori e per i creatori di informazione.

I princìpi per i consumatori di informazione:

  1. Sii scettico verso tutto;
  2. Non essere scettico alla stesso modo per tutto;
  3. Esci dalla tua zona di comfort personale;
  4. Fai più domande;
  5. Impara e comprendi le tecniche dei media.

I princìpi per i creatori di informazione:

  1. Fai ricerca;
  2. Non sbagliare;
  3. Pratica e richiedi trasparenza;
  4. Pensa in modo indipendente dai tuoi bias;
  5. Sii corretto, verso tutti.

Come impostare una dieta informativa?

Jihii Jolly ha ragionato sul modo in cui consumiamo le notizie. Le sue considerazioni sono sfociate nella creazione di domande che puoi porti quando stai cercando delle informazioni. Pensare alle risposte di queste domande è molto importante, perché ti aiutano a passare da un consumo passivo ad uno attivo.
Le domande sono queste:

  • Perché sto leggendo questa notizia?
  • Qual è il modo più efficace per consumare notizie per me?
  • Voglio agire su questa notizia?

E a questa ultima domanda io aggiungerei: ho intenzione di cercare altre informazioni in merito a questa notizia?
Questo perché prima di condividere o commentare una notizia, devi essere sicuro di averne compreso il contenuto e devi controllare che l’articolo non sia fazioso o falso. Questo lo devi fare cercando altre notizie che possano confermarti o meno quello che hai letto.

Puoi crearti la tua personale dieta informativa, con domande e regole inventate da te che possano aiutarti a gestire al meglio tutte le notizie. Alcune regole possono essere: non leggere informazioni complesse la sera o su mezzi pubblici; non commentare e non condividere informazioni senza fonti, e altre. Le stesse regole che puoi usare anche per una dieta vera e propria: non mangiare troppo pesante la sera, non mangiare cibo di dubbia provenienza, e così via.