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Disinformazione
Il Pizzagate

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La storia del Pizzagate
Justin Bieber e il Pizzagate 2.0
Perché una teoria del complotto è diventata realtà?

La storia del Pizzagate

Nel dicembre del 2016, l’anno in cui la parola “post-verità” è stata proclamata espressione dell’anno, Edgar Maddison Welch è entrato armato nella pizzeria Comet Ping Pong dando il via al caso Pizzagate.

Da Wikileaks alla pizzeria Comet Ping Pong

A marzo di quello stesso anno, l’account email di John Podesta – il presidente della campagna elettorale di Hillary Clinton – è stato hackerato. Tutte le sue email sono state poi pubblicate da WikiLeaks e riprese da diversi utenti su piattaforme come 4chan, Twitter e Reddit.

Mail da decifrare e teorie del complotto

Questi utenti erano convinti che alcuni fra i politici più influenti della fazione democratica – tra cui rientravano anche Podesta e la Clinton – avessero organizzato un traffico di prostituzione minorile.
A detta loro, le mail contenevano dei messaggi in codice che indicavano i crimini commessi dai democratici. Un esempio è la parola “cheese pizza”, che gli utenti avevano collegato all’acronimo “c.p.”, ossia “child pornography”, senza nessun riscontro oggettivo. I crimini sarebbero avvenuti tramite dei tunnel sotterranei nella città di Washington.


Ma come hanno fatto a collegare la pizzeria Comet Ping Pong di Washington a queste informazioni? Semplice. Il proprietario del ristorante aveva fatto delle donazioni al Partito Democratico e il suo nome compariva in alcune email. Per loro era una prova schiacciante.

Nel giro di poco tempo svariati post di disinformazione sui social sono stati rimbalzati da una bolla informativa all’altra con l’hashtag #pizzagate. Diversi contenuti parlavano anche di satanismo e cannibalismo, ponendo le basi per le più recenti teorie cospirazioniste di QAnon.

L’assalto alla pizzeria Comet Ping Pong

Edgar Maddison Welch, un ragazzo di Salisbury molto turbato da tutte queste notizie, ha deciso di agire per liberare i bambini e mostrare al mondo la verità.
Il 4 dicembre 2016 è entrato armato nella pizzeria per ispezionare il locale. Il suo scopo era trovare i tunnel sotterranei e i bambini rapiti.
Dopo aver sparato diversi colpi verso le pareti della pizzeria si è arreso alla polizia, che ormai lo aveva circondato.
Le uniche cose che era riuscito a trovare sono state qualche scatolone per la pizza e qualche anno di carcere.

Justin Bieber e il Pizzagate 2.0

La teoria del complotto non si è fermata con il buco nell’acqua di Welch, anzi.
A pochi mesi dalle elezioni presidenziali del 2020, che hanno visto Donald Trump perdere contro Joe Biden, questa teoria del complotto è tornata alla ribalta grazie a un documentario su Youtube chiamato Out of Shadows.
In seguito si è pensato che il famoso cantante Justin Bieber fosse stata una vittima del complotto a causa di una falsa relazione fra un suo video e un commento di un fan. Un ragazzo infatti durante una diretta aveva chiesto al cantante di sistemarsi il cappello nel caso in cui avesse subito abusi e lui se lo sistemò. Ovviamente fu solo una coincidenza, ma diverse persone ci videro un chiaro segnale.

Perché una teoria del complotto è diventata realtà?

La gente è sempre più bombardata da informazioni, specialmente sul web. Si fa sempre più fatica a capire quali notizie siano valide e quali no. Inoltre, il fatto che questa storia abbia un perno emotivo molto forte – la pedofilia e i bambini – ha amplificato l’effetto della notizia sulle persone che sono già predisposte a crederci per via della bolla informativa in cui si trovano.

Fonte: The New York Times

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